mercoledì 27 gennaio 2016

Altro che satanismo, la vera emergenza sono le psico-sette


Si presentano come gruppi di studio che insegnano a potenziare la mente. Le vittime vengono manipolate, costrette a donare i propri averi e spesso a subire abusi sessuali. Manca la legislazione per colpirle. Le associazioni lanciano l'allarme: in tutta Italia sono più di 500

mercoledì 16 dicembre 2015

Psicologi Puglia: confermata condanna contro ‘psico-setta’ Arkeon

Una "psico-setta", era stata definita in questi termini dai mass media l’associazione che faceva capo al Moccia e nei confronti della quale l'Ordine degli Psicologi della Puglia si era costituito parte civile

LA 3^ SEZIONE PENALE DELLA CORTE DI APPELLO DI BARI CON SENTENZA DELL’11 DICEMBRE HA CONFERMATO LA CONDANNA EMESSA IL 16 LUGLIO 2012 DAL TRIBUNALE DI BARI
Bari. La 3^ Sezione Penale della Corte di Appello di Bari con sentenza dell’11 dicembre ha confermato la condanna emessa il 16 luglio 2012 dal Tribunale di Bari – II Sezione Penale a carico di Vito Carlo Moccia nell’ambito del processo c.d. Arkeon; ha, altresì, provveduto unicamente alla riduzione della pena nei suoi confronti essendo stati dichiarati prescritti i fatti relativi al reato di esercizio abusivo della professione commessi fino al 14 febbraio 2008; ha, inoltre, dichiarato la prescrizione in ordine ai reati di associazione per delinquere ed esercizio abusivo della professione di psicologo e psicoterapeuta nei confronti degli altri imputati ad eccezione di uno solo di essi che è stato assolto per non aver commesso il fatto. Gli imputati furono condannati in primo grado perché coinvolti in un’organizzazione che, guidata dal fondatore Vito Carlo Moccia, tra il 1999 ed il 2008 aveva raggirato migliaia di persone in tutta Italia spinte a partecipare a costosissimi seminari.
Una “psico-setta”, era stata definita in questi termini dai mass media l’associazione che faceva capo al Moccia e nei confronti della quale l’Ordine degli Psicologi della Puglia si era costituito parte civile assistito e difeso dall’avvocato Francesco Mascoli. Con la sentenza in appello, pertanto, è stato confermato l’impianto accusatorio e la sussistenza dei fatti reato. La Corte prendendo atto del decorso dei termini per la prescrizione per sei degli imputati ha dovuto dichiarare “il non doversi procedere per intervenuta prescrizione, mentre per Moccia la pena è stata ridotta a due anni e cinque mesi dagli iniziali 2 anni e otto mesi. “L’Ordine degli Psicologi della Puglia – commenta il Presidente Antonio Di Gioia – vigila costantemente per bloccare qualsiasi tentativo di esercizio abusivo della professione. La nostra disciplina può essere oggetto di simili iniziative che, guidate da figure carismatiche, possono raggirare la buona fede di chi soffre. Casi come questi devono essere denunciati e soffocati perché provocano danni anche gravi nelle vittime e danni di immagine e reputazione nei confronti di psicologi e psicoterapeuti che operano legalmente, con impegno professionale, motivati dalla promozione del benessere psicologico”.
Redazione Stato Quotidiano.it

lunedì 25 maggio 2015

martedì 3 febbraio 2015

Sette, soldi e cure 'alternative': il guru si fa furbo e il plagio diventa 'mordi e fuggi'


Roma, 24 gen. (AdnKronos) - Niente più religioni universali e movimenti spirituali che promettono la salvezza dello spirito: oggi la fortuna di guru, santoni e guaritori spirituali passa per la vendita di prodotti per la cura del corpo, corsi e seminari per il potenziamento della memoria e delle capacità della mente. Una logica 'mordi e fuggi', applicata ad un settore che negli ultimi anni ha fatto registrare una crescita preoccupante. A cercare conforto e aiuto negli oltre 800 gruppi attivi al momento nel Paese, secondo i numeri del Telefono Antiplagio, sono sempre più italiani in crisi, al punto che, "tra vittime e familiari coinvolti, il fenomeno riguarderebbe circa 5-6 milioni di persone, il 25% in più rispetto a 10 anni fa. Dal 1998 i numeri si sono addirittura decuplicati", spiega all'Adnkronos il fondatore Giovanni Panunzio. "Con una età media di 48 anni, il 59% delle vittime è costituito da donne, il 37% da uomini, mentre il 4% sono bambini e adolescenti; ma solo due persone su cento sporgono denuncia", aggiunge. Il fenomeno delle 'psicosette', spesso legato a difficoltà economiche, chiarisce Mariacarla Bocchino, del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato che da anni segue l'evoluzione di queste realtà, "rispetto al passato è cambiato: ora riguarda soprattutto centri terapici di cure alternative, corsi di yoga, o associazioni che propongono un 'incremento del potenziale umano', promettendo successo e raggiungimento del benessere". 

Una realtà, quella degli abusi legati alle cosiddette psicosette, che divide l'Italia anche a livello geografico. "Sicuramente il Sud è molto meno sensibile - chiarisce l'investigatrice dello Sco - ci sono pressioni criminali di altro tipo e, sicuramente, anche la dimensione culturale e religiosa diversa influisce sulla penetrazione di questi fenomeni. Le aree più colpite sono invece quelle adriatiche, Marche, Abruzzo ed Emilia Romagna in testa". "Purtroppo - prosegue - l'attività di contrasto risente del fatto che raramente le vittime denunciano e i reati quasi mai sono procedibili d'ufficio. Sarebbe necessario lavorare sotto copertura, come per le operazioni antidroga, ma solo quando si sono configurati reati come la riduzione in schiavitù è stato possibile procedere in questo modo". 
Il panorama è in continua evoluzione, anche secondo Lorita Tinelli, psicologa e fondatrice del Cesap, Centro studi abusi psicologici: "Rispetto a vent'anni fa, non abbiamo più davanti gruppi residenziali, riconoscibili e identificabili: non c'è continuità. Prima erano soprattutto grandi gruppi o movimenti spirituali a fare proseliti, oggi si propone di fare carriera in maniera veloce, si prospetta il successo, una proposta che fa spesso presa su studenti universitari, magari fuori corso". "Solo negli ultimi due mesi - prosegue Tinelli - abbiamo raccolto quaranta segnalazioni di vittime della stessa società che offriva corsi di potenziamento della memoria. Dopo la prima lezione gratuita, ci si trovava a firmare un contratto che obbligava a pagare l'intero corso per circa 1000 euro o in alternativa a svolgere attività di volantinaggio per la società. Un accordo indotto, secondo le vittime, forzando la volontà dei ragazzi". Un'altra tendenza degli ultimi anni, rilevata dal Cesap, è quella dei corsi di formazione rivolti alle aziende: "Riguarda soprattutto le realtà produttive del nord Italia, in particolare le piccole-medie imprese del Veneto, dove vengono proposti corsi di formazione. In due anni abbiamo raccolto un centinaio di richieste di aiuto per realtà di questo tipo". Una volta 'agganciate' le vittime, racconta Tinelli, "si passa a incontri mirati, durante i quali la formazione prosegue con tecniche bizzarre: riuniti in sale affittate per l'occasione, si chiede di depositare telefoni ed effetti personali all'ingresso e poi, con rituali particolari, si cerca di portare i soggetti in stati di alterazione della coscienza. L'obiettivo è sempre lo stesso: vendere ulteriori corsi, seminari, prestazioni terapeutiche o prodotti di diverso tipo". 
Le tecniche di approccio usate sono sempre più varie: "Molto si svolge sul web, con l'utilizzo di mailing list e forum, sui quali si propongono magari cure per smettere di fumare o per dimagrire rapidamente". Dalle denunce raccolte dal Telefono Antiplagio, racconta Panunzio, "è chiaro che ci sono alcune figure emergenti. Tra queste, quella dello pseudo-guaritore della psiche che, senza alcuna competenza né qualifica, propone prestazioni di 'conforto' che vanno dai 200 ai 500 euro. Ci sono poi i sedicenti 'satanisti', che promettono il trasferimento dei propri poteri alle vittime, generalmente donne, alle quali è spesso richiesto di concedere il proprio corpo. E ancora, visionari che, di ritorno da un luogo sacro, manifestano rapporti privilegiati e diretti con l'aldilà, per poi organizzare viaggi 'spirituali' a prezzi esorbitanti, e maestri di pratiche orientali che insegnano ai seguaci l'arte della guarigione a distanza, anche per telefono, a patto che frequentino periodicamente corsi a pagamento, da 1500 a 2500 euro, che in futuro permetteranno loro di formare altri taumaturghi". 
Secondo Lorita Tinelli del Cesap, sarebbero almeno 500 i gruppi che esercitano attività che sconfinano nell'abuso psicologico, attivi al momento in Italia, con una media di circa 100 individui per ogni gruppo. A questi, ogni anno, si aggiungerebbero una cinquantina di gruppi, tra quelli nuovi e quelli che si riciclano sotto una nuova identità. "Ovviamente - sottolinea l'esperta - sono cifre molto relative, visto che alcuni gruppi contano diverse migliaia di persone". Numeri difficili da quantificare, anche secondo Mariacarla Bocchino dello Sco Polizia: "Non è possibile una stima certa, visto che spesso sono realtà che nascono e muoiono in una settimana. A muovere tutto sono sempre e comunque soldi e sesso, spacciato come mezzo per avvicinarsi al trascendente attraverso il guru". A finire nella trappola di maestri e santoni, "sono persone con cultura medio-alta, e un reddito abbastanza alto da permettere i continui esborsi richiesti".

24 gennaio 2015


Fonte: http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2015/01/24/sette-soldi-cure-alternative-guru-furbo-plagio-diventa-mordi-fuggi_cBqy1O60M0gHAgFu9tXOBP.html



domenica 15 dicembre 2013

NUOVA CONDANNA DALLA CORTE D'APPELLO A MAESTRO DI ARKEON



ON .
Ieri, 6 dicembre 2013, la Corte di Appello di Milano si è pronunciata per la seconda volta sul caso di F. A. M., Maestro di Arkeon, per il reato di abusi sessuali su due allieve. In primo grado il Maestro era stato condannato a 6 anni di reclusione per il reato contestato. La condanna era scesa a 4 anni in Appello. La Cassazione aveva poi annullato la sentenza di Appello il 23 maggio 2013. Ieri la Corte di Appello ha confermato  la responsabilità di M. per i due episodi di violenza sessuale contestati, dichiarando però prescritto uno dei due e condannando l'imputato per il secondo episodio  a 5 anni di reclusione.

mercoledì 19 settembre 2012

Associazione a delinquere, condannati i 'guru' della psicosetta

Raggirate centinaia di persone anche nelle zone di Ascoli e San Benedetto, convinte a partecipare a costosissimi seminari con la falsa promessa di guarire da gravi malattie

Fermo, 17 luglio 2012 - Dal 1999 al 2008 avrebbero raggirato migliaia di persone nel Fermano, nelSambenedettese, nell’Ascolano e in tutta Italia, convincendole a partecipare a costosissimi seminari con la falsa promessa di riuscire a guarire da malattie anche molto gravi, quali depressioni, tumori, Aids, infertilità.
Per questo motivo otto ‘maestri’ della psicosetta Arkeon, tra cui anche il capo, Vito Carlo Moccia, sono stati condannati ieri dal Tribunale di Bari per i reati di associazione a delinquere ed esercizio abusivo della professione medica. Le condanne vanno da un anno e otto mesi in su, per sette dei ‘maestri’, fino ad arrivare a due anni e otto mesi per Moccia, il leader della setta. Assolti invece la moglie del capo carismatico, Isa Calabrese,Antonio Turi Grazia Bozzo.

I giudici hanno anche riconosciuto il danno recato all’ordine degli psicologi, che hanno chiesto un risarcimento di un milione di euro. Soddisfatta all’uscita dall’aula la psicologa Lorita Tinelli del Cesap, Centro studi abusi psicologici, che, insieme ad altri due fuoriusciti della setta, è stata l’artefice dell’indagine che ha portato alla sbarra i vertici di ‘Arkeon’.

"Il mio primo pensiero va al collega Carlo Fornisi che ha sempre combattuto al mio fianco e che nel febbraio del 2011 si è suicidato perché non ce la faceva più a sostenere le spese degli avvocati per difendersi dagli attacchi legali di Arkeon e perché non ha retto alle continue denigrazioni — dice —. Oggi sarebbe felice anche lui di questa sentenza. Ora però non bisogna abbassare la guardia perché sappiamo che ci sono ‘maestri’ di Arkeon che continuano la loro attività. Perciò se c’è qualcuno in grado di testimoniare abusi subiti di recente o di fornire notizie utili prima che i reati cadano in prescrizione, lo faccia al più presto".
Soddisfazione anche da parte di Aldo Verdecchia, presidente dell’associazione ‘Giù le mani dai bambini’: «Avevo segnalato ufficialmente alle autorità l’attività di questa setta tra le province di Fermo e Ascoli, già più di dieci anni fa. Purtroppo non sono stato preso in considerazione subito e ora, dopo la sentenza di Bari, si capisce quanto fosse pericolosa. Ha rovinato un sacco di persone a Fermo, San Benedetto e nelle zone limitrofe, ma se si fosse agito prima forse i danni si sarebbero potuti limitare. Nel 2000, mi sono infiltrato personalmente nella setta e durante una riunione svoltasi nel Fermano ho potuto vedere con i miei occhi come manipolavano le vittime".
 
di Fabio Castori

lunedì 17 settembre 2012

“Psico-setta”, condannati i “maestri” del metodo Arkeon

Chi soffriva di tumori, aids o infertilità, si rivolgeva a quella che giornalisticamente è stata definita “psico-setta” sperando in una guarigione: 10mila i casi denunciati. I “maestri” del metodo Arkeon sono stati condannati dal Tribunale di Bari a pene comprese tra 1 anno e 6 mesi e 2 anni e 8 mesi di reclusione. Tre le assoluzioni. Vito Carlo Moccia, 60enne di Noicattaro, e’ stato riconosciuto dai giudici come unico promotore della presunta associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione medica e per questo condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Condanna a 2 anni (pena sospesa) per i cosiddetti “maestri della setta”, Francesco Antonio Morello, Gabriella Fabbri e Francesco Ferrara. Condanna a 1 anno e 8 mesi (pena sospesa) per Quirino Salerno e Piero Mazza. Un anno e 6 mesi di reclusione (pena sospesa) per Massimo Vavalle e Francesco Locatelli. Riconosciuto il risarcimento danni all’Ordine degli Psicologi di Bari da quantificarsi in un processo civile. Dalle indagini emerge che Moccia avrebbe indotto le vittime a credere per esempio di aver subito abusi sessuali in tenera età, facendogli sborsare fino a 100mila euro per le terapie. I fatti contestati si riferiscono al periodo ‘99-2008 ma fino al 2004 sono ormai prescritti, e per questo tutti gli imputati sono stati assolti dai reati di truffa, violenza privata, maltrattamenti, procurato stato di incapacità e calunnia.

Processo alla psico-setta 'Arkeon', condannate otto persone


La condanna più alta, a due anni e 8 mesi di reclusione, per l'ideatore e 'capo carismatico' della setta, Vito Carlo Moccia, 60enne di Noicattaro. Tre le assoluzioni



Il Tribunale di Bari, per il reato di associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione medica, ha condannato - a pene comprese tra un anno e sei mesi di reclusione e due anni e 8 mesi - otto degli 11 imputatinel processo sulla cosiddetta psico-setta Arkeon. Tre le assoluzioni.
Il presunto ideatore del metodo Arkeon, Vito Carlo Moccia, 60enne di Noicattaro (Bari), è stato riconosciuto dai giudici come unico promotore della presunta associazione per delinquere e per questo condannato a due anni e 8 mesi di reclusione. Condanna a due anni (pena sospesa) per i cosiddetti "maestri della setta", Francesco Antonio Morello, Gabriella Fabbri e Francesco Ferrara. Condanna a un anno e 8 mesi (pena sospesa) per Quirino Salerno e Piero Mazza. Un anno e 6 mesi di reclusione (pena sospesa) per Massimo Vavalle e Francesco Locatelli. Assolti Antonio Turi, Isa Calabrese e Grazia Bozzo.
Riconosciuto il risarcimento all'Ordine degli Psicologi di Bari, costituitosi parte civile: il risarcimento è da quantificare in un processo civile. Gli imputati sono stati tutti assolti dai reati di truffa, violenza privata, maltrattamenti, procurato stato di incapacità e calunnia in alcuni casi per prescrizione, in altri "perché il fatto non sussiste" o "il fatto non costituisce reato". I fatti contestati si riferiscono al periodo 1999-2008 ma fino al 2004 sono ormai prescritti. Chi soffriva di tumori, Aids o infertilità si rivolgeva alla psico-setta sperando in una guarigione: 10.000 i casi denunciati. Dalle indagini emerge che Moccia induceva le vittime a credere per esempio di aver subito abusi sessuali in tenera età, facendo sborsare fino a 100.000 euro per le terapie.


giovedì 3 maggio 2012

Ieri a I fatti Vostri Rai due..

Un amico mi ha segnalato l'intervista molto interessante di una ragazza che ieri a " I fatti vostri" su RAI DUE ha parlato della sua esperienza con Moccia sin dagli anni 90 quando ancora si proponevano solo come gruppo Reiki e non ancora Arkeon.... L'ho trovato su Rai replay al minutaggio 1:29

lunedì 23 aprile 2012

Bari, psico-setta Arkeon: chieste 11 condanne

Truffavano gli adepti promettendo guarigioni miracolose.
Dopo la condanna del tribunale di Milano a uno dei maestri della psico-setta che truffava seguendo il metodo Arkeon, sono arrivate il 23 aprile altre 11 richieste a pene comprese tra i tre anni e i sei mesi da parte della pubblica accusa, al termine del processo in corso presso il tribunale di Bari.
La psico-setta, utilizzando delle tecniche ispirate alle filosofie orientali del Reiki, sarebbe riuscita a raccogliere 10 mila adepti in tutta Italia e a truffare molte persone in dieci anni.
Le persone venivano coinvolte con promesse di guarigione da tumori, Aids o infertilità, oppure da malattie spirituali, con la promessa della serenità.
LE ACCUSE, DA TRUFFA A VIOLENZA PRIVATA. Già un anno fa Antonio Morello, uno dei leader della setta, era stato condannato a sei anni di reclusione, ora agli altri adepti sono state contestate le accuse di associazione a delinquere, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, truffa, incapacità procurata da violenza e maltrattamenti su minori: tutti reati che sarebbero stati compiuti tra il 1999 e il 2008.
Il mondo della psico-setta di Arkeon era in effetti molto costoso: per partecipare ai seminari, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, fino ai 15.000 euro.
ALCUNI ADEPTI HANNO PAGATO 100 MILA EURO. Tra le testimonianze però, anche quelle di casi limite: una coppia del Nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato.
Secondo il pm inquirente, Francesco Bretone, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 60 anni, di Noicattaro, in provincia di Bari, ma residente a Milano, il quale diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli. Per Moccia il pm, Francesco Bretone, ha chiesto la condanna a tre anni di reclusione.

Lunedì, 23 Aprile 2012


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mercoledì 12 ottobre 2011

Oggi 12-10-2011 Moccia in Tribunale a Bari

http://esperienzedirettearkeon.blogspot.com/2011/10/oggi-12-10-2011-moccia-in-tribunale.html

lunedì 4 luglio 2011

I BAMBINI DI DIO



AMOREENA WINKLER

“Ciò che sconvolge di più nella narrazione di Amoreena Winkler è il suo rifiuto a recitare il ruolo della vittima. Alcuni giornalisti cercheranno di ridimensionare la vera portata dell’opera, considerandola esclusivamente un trattato di sociologia, ma niente da fare, i bambini di dio segna la nascita di una grande scrittrice.”
Livre et rire

“Un libro per niente rassicurante. Salutare e significativo.”
Philippe Di Folco Tgv Magazine

SinossiIL LIBRO
Amoreena Winkler nasce a Roma nel 1978. Suo padre, dopo essere sfuggito alla chiamata alle armi per il Vietnam, aver partecipato a Woodstock e fatto uso di qualsiasi tipo di droghe, è tra quei figli dei fiori ripescati da Moses David, il profeta della fine dei tempi, per rivoluzionare il mondo con la potenza dell’Amore. Sbarcato dagli States, a Nizza, sulla Promenade des Anglais, conosce un’esile ragazza di 19 anni – sua madre – che ha appena mollato l’università e ha deciso di rompere con la rigida educazione ricevuta per seguirlo all’interno della “Famiglia”.
Sembrerebbe una storia romantica, ma non lo è. Dietro l’apparente innocenza di una gioventù che pratica la povertà e predica l’amore divino ci sono le spietate leggi dei “Bambini di Dio”. Una setta che per volontà del suo fondatore, David Berg, aveva esteso l’accezione del precetto evangelico “ama il prossimo tuo” alla sfera sessuale, che faceva proselitismo religioso attraverso la prostituzione dei suoi adepti, e che rivendicava la libera sessualità dei bambini, da condividere tra i confratelli attraverso lo “sharing”. Amoreena, con la voce e lo sguardo della sua infanzia, ci riporta l’incredibile testimonianza della sua vita in questo universo parallelo. La vita quotidiana all’interno delle “case”, la paura e il disprezzo per i “sistemiti” (coloro che vivono al di fuori della setta), i continui spostamenti tra Francia e Italia per far perdere le proprie tracce. Il tentativo brutale di distruzione della propria personalità infertole quotidianamente dagli adulti, attraverso la mortificazione del corpo e la negazione dell’ego. La traversata di un inferno da parte di una grande scrittrice, condotta con una prosa esigente, forte, che scava nel profondo e ricompone i frammenti di un’identità in frantumi. Una testimonianza dolorosa che rivela come a dispetto di qualsiasi avversit à sia possibile non smarrire la propria umanità e la propria anima. E, attraverso la scrittura, perpetrare una forma estrema di resistenza.


NOTE
Amoreena Winkler è nata nel 1978 a Roma, all’interno della setta apocalittica “I Bambini di Dio”, dalla quale esce all’età di 17 anni. I bambini di dio è il racconto dell’infanzia dell’autrice. Il suo seguito è in corso di pubblicazione in Francia.



Denaro, abusi e violenze sessuali. I Bambini
di Dio, setta Usa sbarcata in Italia nei ’70

I racconto nel libro di Amoreena Winkler, figlia di una coppia affiliata al clan e che trent’anni dopo racconta l’incubo di un’infanzia segnata dall'orrore di quell'esperienza
Chi è stato giovane negli anni Settanta li ricorda come una delle tante sette tardo hippy dell’epoca, sballatoni che predicavano l’amore per Gesù e reclutavano nuovi adepti mandando in avanscoperta ragazze molto belle vestite di veli e con i fiori nei capelli. Nulla a che vedere con i morigerati e allora più popolari Hare Krishna (niente carne, niente droghe, niente sesso se non per procreare) e nemmeno con i più allegri Arancioni, i seguaci di Bhagwan Shree Rajneesh nel cui ashram di Poona molti andarono a perdersi o a ritrovarsi.

I Bambini di Dio erano diversi. Soprattutto perché erano americani, molto lontani dunque dalla mistica indiana che andava per la maggiore a quei tempi. E poi perché sembravano davvero fanatici. E affamati di soldi. Non a caso, più d’una di quelle belle ragazze accalappiò qualche buon partito spennandolo per benino mentre gli sfornava figli in quantità. Non sempre suoi.

Di quella setta che sbarcò in Italia nel 1972 per eclissarsi alla fine del decennio, nessuno si sarebbe probabilmente ricordato se non fosse uscito in questi giorni in libreria un memoir sconvolgente: I bambini di Dio (Fandango, 254 pag., 17,50 euro) di Amoreena Winkler, figlia di una coppia affiliata alla setta, che trent’anni dopo racconta l’incubo di un’infanzia segnata da abusi e violenze di ogni tipo, soprattutto sessuali.

Amoreena, nata a Roma nel 1978 (i Bambini di Dio erano sbarcati in Italia nel 1972), ha vissuto sulla sua pelle gli effetti dell’estensione alla sfera sessuale del precetto evangelico «ama il prossimo tuo» così come l’aveva concepito David Berg, il fondatore della setta. E cioè: non solo promiscuità fra gli affiliati e proselitismo attraverso il sesso (la pratica era codificata con tanto di nome: flirty fishing, dove i fishes erano i pesci adescati ), ma iniziazione all’ “incarnazione dell’amore divino” anche dei bambini. Il che significava abusi sui bimbi, anche piccolissimi.

In Italia, la pratica del flirty fishing venne svelata nel 1979 da un’inchiesta giornalistica cui fece seguito l’irruzione della polizia in una discoteca romana gestita dai Bambini di Dio e l’incriminazione di tredici persone accusate di sfruttamento della prostituzione con riferimento al flirty fishing. Ma dopo una lunghissima istruttoria, il Tribunale di Roma assolse tutti nel 1991, concludendo che il flirty fishing non poteva essere equiparato alla prostituzione perché le adepte, sia pure in modo deviante, perseguivano con la loro attività un paradossale “scopo umanitario”.

Nulla, invece, era mai emerso circa gli abusi sui bambini. Fino a questo libro in cui Amoreena rivive, con una crudezza che toglie il fiato, il suo calvario di bambina violata, le esperienze alle quali venne forzata dall’età di quattro anni da suo “padre”: non quello biologico (emigrato in Asia per fondare una nuova “famiglia”) ma il nuovo, tremendo, compagno della madre.

Figura centrale, quella della mamma: una giovane francese che a 19 anni aveva mollato l’università per entrare nella “Famiglia” dei Bambini di Dio, dove era diventata una delle più attive “whore for Jesus”, prostituta per Gesù. “Peggio di una puttana rispettabile, una puttana religiosa”, scrive Amoreena. E per questo con “la coscienza a posto”. E che, sempre in nome di Gesù, condivide e assiste agli abusi sessuali del suo compagno su sua figlia. Amoreena è riuscita a ribellarsi e a fuggire dalla “Famiglia” a 17 anni. Molti di più ne ha impiegati a ricostruire la sua persona di bimba violata da adulti irresponsabili e criminali.

I Bambini di Dio, così come li ha conosciuti e vissuti, non esistono più. Dopo la morte del fondatore e diversi processi, il movimento è stato riformato: eliminato il flirty fishing e stabilite norme che vietano la sessualità fra adulti e minori, rimangono la considerazione favorevole della masturbazione, il principio dello sharing (la promiscuità all’interno del gruppo fra persone che non sono marito e moglie) e in genere una visione ampiamente positiva della sessualità all’interno ma anche all’esterno del matrimonio.

Nella “Famiglia”, come continua a chiamarsi il movimento, una percentuale sempre più ampia dei circa diecimila membri è composta da membri di seconda generazione: i bambini dei Bambini di Dio, quelli che, a differenza di Almoreena, non sono riusciti a fuggire.

Quanti altri bambini sono vittime di sette sconosciute? Centinaia dicono le segnalazioni a Telefono azzurro. Addirittura decine di migliaia solo in Francia, secondo l’Unadfi, l’Union national des associations de defense des familles et de l’individu victimes de sectes.

giovedì 16 giugno 2011

Riparte a fine giugno il processo alla psicosetta Arkeon



Rinviati al 20 settembre i testimoni non ancora ascoltati: “Nessun rispetto per chi soffre!”

Riparte il 29 giugno il processo Arkeon, la psicosetta di Carlo Moccia sul banco degli imputati per violenza sessuale ed estorsione. Avanza con ritardo il processo penale; saranno infatti ascoltati il giorno 20 settembre sei degli otto testimoni che avrebbero dovuto esporre davanti ai giudici lo scorso 8 giugno. Il ritardo è dovuto ad un inizio dell'udienza sfalsato di ben tre ore. “Siamo sconcertati dal ritardo della Giustizia italiana – ha commentato una testimone – Non c'è rispetto per chi ha soffre!”. Solo due testi sono stati ascoltati dal collegio giudicante. Emergono, come nella scorsa udienza del 25 maggio, storie che parlano di abusi e violenze, perpetrate dai sedicenti “maestri” di Arkeon, ai danni di persone psicologicamente deboli; ma tra le vittime vi sono anche molti stimati professionisti (addirittura psicologi e psichiatri), a dimostrazione che nessuno è immune al condizionamento psicologico. Il processo, quindi, presta a trasformarsi in un vero e proprio banco di prova per la Giustizia italiana. Come giudicheranno i giudici gli imputati? Semplici “violentatori”, “truffatori” o inseriranno i delitti per cui sono accusati nella sfera della “manipolazione psicologica”? Qualunque sia l'esito, i processo è destinato a fare storia negli annali della giurisprudenza. « Fui violentata da un maestro di Arkeon, il pretesto: un rito per riportare alla mente un ricordo d'infanzia; l'attimo in cui, da piccola, sarei stata abusata sessualmente da un pedofilo ». Era emersa così, sconcertante, l'accusa della prima testimone ai danni degli imputati durante la prima udienza del 25 maggio. Durante il processo, un'altra donna, ascoltata per ben 3 ore, ha raccontando la sua triste storia della perdita del marito a causa di una trasgressione creativa voluta dal maestro Antonio Morello, dello stupro di gruppo che avrebbe subito durante una cerimonia-rito e di altri tentativi di violenza. Gli adepti di Arkeon venivano, attraverso riti e cerimonie volte a condizionarne la mente, assoggettati alla volontà di individui che si facevano chiamare “maestri”. Si parla di cerimonie in cui, tra musica ad altissimo volume, stridenti gong di tamburo ed urla strazianti, i partecipanti venivano portati a credere di essere stati violentati dai genitori o da un non ben precisato pedofilo durante l'infanzia. « Non te lo ricordi perché eri troppo piccola – cantilenavano i “maestri” – ma di certo hai subito una violenza carnale... l'hanno subita tutti da bambini: questa è la causa dei mali che affliggono la tua vita! ». Il “lavaggio del cervello” condizionava a tal punto gli individui che alcuni hanno persino denunciato alla magistratura, per violenza carnale, ignari genitori, zii e amici. « Non c'era nessun pedofilo – ha dichiarato una testimone, tremante d'emozione e rabbia – erano solo pretesti per estorcermi denaro, usarmi in tutti i modi... anche come oggetto sessuale! ». Più ci si liberava della “presenza del pedofilo”, più si avanzava nel “lavoro di purificazione”, come veniva definito dai maestri di Arkeon. Quest'ultimo consisteva in tre livelli: il primo dal costo di circa 400 mila delle vecchie lire, il secondo di circa 800 mila lire ed il terzo (la testimone racconta il suo percorso nella setta prima e dopo l'utilizzo corrente dell'Euro) di circa 12 mila euro. Una bella cifra, che finiva dritta dritta nelle tasche dei “guru” della setta. E già, perché il risvolto economico di questa vicenda è un elemento da non sottovalutare. « Mi facevano firmare assegni intestati alla mia persona anche se i maestri preferivano consegnassi denaro contante, è più conveniente per degli scambi a nero. In questo modo ho posto nelle loro mani più di 15 mila euro ». La setta aveva aperto sedi in tutta Italia, anche con l'appoggio di alcuni membri della Chiesa, gli adepti erano migliaia: è facile immaginare, quindi, che gli introiti di Moccia & Co. fossero a parecchi zeri. I testimoni di questo processo avevano sporto denuncia presso le questure di molte città italiane, ma non erano mai stati creduti. Solo l'intervento di alcune associazioni, che si battono per la tutela dei fuoriusciti dalle sette religiose (una fra tutte, il CeSAP: Centro studi per gli Abusi Psicologici), e dopo l'intervento della stampa, le acque intorno al caso hanno incominciato a smuoversi.I video dei seminari di Arkeon – gli stessi che i giudici hanno esaminato come prove – sono consultabili all'indirizzo internet: http://vimeo.com/arkeon/videos


Mirko Misceo

lunedì 24 gennaio 2011

Siamo a quota 42 video su Arkeon..

Un grazie particolare a chi si è preso la briga di mettere questi video online su Vimeo... ma da dove arrivano questi video? Forse chi li inserisce è la stessa persona che li ha girati? E' vero, questi erano i deliri all'interno dei seminari intensivi..

Arkeon - seminari intensivi (VHS 33)

Arkeon - seminari intensivi (VHS 34)

Arkeon - Coscienza del Sacro e Comunicazione

venerdì 24 dicembre 2010

Auguri e nuovi video su Arkeon...

Auguri a tutti quanti hanno avuto il coraggio di farsi un esame di coscienza.... a tutti i fuoriusciti dalle sette e dalle psicosette!! La vita continua senza i condizionamenti di sedicenti maestri e guru. Ragionare con la propria testa è fondamentale

Noto sul canale Vimeo un altro video ...

Arkeon - Seminario intensivo (VHS 15)

domenica 19 dicembre 2010

Altri video su Arkeon...

Trovati altri video su Arkeon
Al momento sono 19 in tutto. Un grazie particolare a chi li sta inserendo....
Non più teorie...ma fatti ripresi da loro stessi!!
Ma il "lavoro" non doveva essere sacro..e segreto??? Ah Ah Ah...
Se questi video saranno portati in tribunale sarà impossibile dire che non si facevano certe cose....

Arkeon - Seminari intensivi (VHS 4)

Arkeon - La via del Padre

seminari intensivi (VHS 13)

seminari intensivi (VHS 14)

Seminari intensivi (VHS 5)

Seminari intensivi (VHS 6)

striscia 25 02 arkeon povia

Arkeon approda a Mi Manda RaiTre


Riporto in auge questo post in quanto il link alla puntata della trasmissione "Mi manda Rai Tre" non era più presente in rete, mentre ora noto che qualcuno l'ha messa sul canale Vimeo




“Un viaggio interiore, un percorso alla ricerca dell’identità, del benessere, ma, per alcuni, questo è stato un viaggio verso un incubo”. Così Andrea Vianello, conduttore della trasmissione televisiva Mi Manda RaiTre, ha presentato il metodo Arkeon messo in pratica dai ‘’maestri’’ dell’associazione Il sentiero sacro (“The Sacred Path”).
Per circa un’ora,nel corso della puntata andata in onda il 13 ottobre,si è parlato delle insolite attività del gruppo spirituale Arkeon, che conta diecimila seguaci in Italia. Un’ora densa di testimonianze e discussioni, con la presenza del leader Vito Carlo Moccia, ideatore di Arkeon, spalleggiato da due “maestri” e da un prete, Don Angelo De Simone, che Ruffolo ha definito “sacerdote atipico”.
A sedersi di fronte ai quattro rappresentanti di Arkeon c’era Stefano Spera, un giovane di Ostia che è intervenuto per raccontare la sua esperienza nel gruppo e le sofferenze patite.
“Ho conosciuto questo gruppo nel 2001 – ha detto Stefano – nel momento in cui ero fragile perché mio padre stava male”.
Ha riferito di aver frequentato molti seminari a pagamento e ha descritto stravaganti esercizi e teorie: “Fui invitato a rompere con la famiglia, in particolare con mia madre - ha dichiarato Stefano - perché loro sostengono che la madre è perversa. Il maestro aveva un forte ascendente. Loro sfruttano che sei in un momento delicato, ti danno un appoggio morale e d’affetto, ma poi ti fanno sentire in debito per cercare di gestirti e ti fanno fare cose incredibili”.
A quel punto Stefano ha ricordato, ad esempio, un esercizio che consisteva nell’andare a chiedere l’elemosina. “La richiesta di portare altre persone nel gruppo si faceva pressante e siccome non portavo nessuno sono iniziate umiliazioni fisiche e morali”. Alla domanda di Vianello: “Quando ha capito che doveva scappare…?”, Stefano ha risposto: “Non l’ho capito io, l’ha capito il fisico perché sono stato male e sono finito in ospedale, dopodichè pian piano con le cure psicoterapiche sono riuscito a tornare alla normalità”.
Altre due persone, intervistate in una sala riservata, hanno raccontato la loro esperienza scegliendo l’anonimato. Maria ha detto di essere entrata nel gruppo nel ’98, in un momento difficile della sua vita, e di essere rimasta dentro per cinque anni, nel corso dei quali ha pagato più di quindicimila euro per partecipare ai seminari.
“Il lavoro psicologico che fanno mi ha completamente sbalestrata - ha detto Maria - vedevo le persone che erano troppo dipendenti dal maestro, quindi ho capito che c’era qualcosa che non quadrava, ho iniziato a leggere libri e mi sono resa conto che ero cascata in una…”. Gabriella ha raccontato com’è entrata in Arkeon, accompagnata dal suo compagno che gliene parlava come se fosse un corso riguardante la comunicazione. Dopo aver partecipato a due incontri si è resa conto che persone senza competenze volevano scandagliare la sua psiche, pertanto ha preso le distanze dal compagno e dal gruppo.
“Nei seminari - ha spiegato Gabriella - ipotizzavano dei disagi che venivano riattualizzati in qualche modo, e questa sembrava essere la pratica per poterli superare. Il maestro proponeva particolari teorie come ad esempio quella del pedofilo, della madre perversa, della trasgressione creativa…”. Gabriella ha poi raccontato la vicenda giudiziaria inerente alle settanta querele ricevute dopo l’intervento del Cesap e dopo le testimonianze di alcuni fuoriusciti, fra cui lei stessa, fatte a gennaio del 2006 nel corso di tre puntate del programma “Tutte le mattine”, su Canale 5. Dopo questi racconti Vianello ha fatto entrare il presidente dell’associazione “The sacred path – Arkeon”, Vito Carlo Moccia, il vice presidente Lorenzo Campese, Gabriella Noè del comitato scientifico dell’associazione, ed il sacerdote Don Angelo De Simone. Il conduttore ha voluto puntualizzare che l’unico invitato era Vito Carlo Moccia, e questi ha portato con sé gli altri rappresentanti, fra cui il prete. Il leader del gruppo è stato subito incalzato da Gabriella, che ha chiesto se realmente la Chiesa appoggia questo movimento e perché alcuni rappresentanti di società e associazioni del gruppo Arkeon pretendono da lei un risarcimento di oltre quattro milioni di euro per aver descritto la sua esperienza nella trasmissione di Maurizio Costanzo. “Ho solo raccontato la verità - ha detto Gabriella – eppure ho ricevuto, oltre alla richiesta di quattro milioni, anche settanta querele per presunta diffamazione da maestri e affiliati di Arkeon”. Vito Carlo Moccia con imbarazzo ha risposto che “sicuramente, magari delle cose sono successe”.
“…a me viene di chiedere scusa a Gabriella” ha continuato con evidente difficoltà, ipotizzando che qualche maestro non abbia rispettato la carta dei valori e il metodo Arkeon. Ma questo tentativo di scaricare le responsabilità non è piaciuto all’avvocato Ugo Ruffolo, studioso di diritto, ospite fisso della trasmissione, che riferendosi alla richiesta di quattro milioni fatta dal gruppo Arkeon ha affermato: “Stiamo parlando di danni e di reati molto gravi; se le accuse che abbiano sentito vengono reputate fondate e provate da un giudice, i milioni di euro dovranno essere dati all’altra parte, perché i danni pesanti alla salute, i danni esistenziali, le vite rovinate, oggi vengono valutati in centinaia di migliaia di euro quando non in milioni”.
In collegamento diretto da Bari è intervenuta anche la psicologa Lorita Tinelli, presidente del Cesap, affermando che nell’arco di dieci anni di attività ha ricevuto decine e decine di racconti di fuoriusciti da Arkeon, dello stesso tipo di quelli ascoltati durante la trasmissione e anche alcuni con risvolti molto più drammatici.
Vianello ha quindi rivelato che, a quanto gli risulta, varie Procure della Repubblica Italiana stanno indagando su queste vicende.
Gabriella Noè, presentatasi come membro del comitato scientifico di Arkeon, ha descritto l’organizzazione sostenendo che esiste un albo dei “maestri” corrispettivo di un albo professionale, paragonandolo nientemeno all’albo dei giornalisti o dei medici …ma Vianello ha fatto notare che tale paragone non regge, perché l’albo dei “maestri” di Arkeon non è riconosciuto ed istituito dalla legge.
L’avvocato Ruffolo tornando sulla questione della responsabilità dell’organizzazione e degli organizzatori ha detto che se gli affiliati hanno incontrato un maestro è forse perché hanno visto qualcuno in televisione che li ha attratti. “Non siamo mai andati in televisione”, ha risposto Gabriella Noè, forse dimenticando che diversi video promozionali sono stati prodotti e divulgati dall’organizzazione stessa, e che uno di questi contiene un’intervista di Padre Raniero Cantalamessa a Vito Carlo Moccia, trasmessa da RaiUno nel corso della trasmissione “A sua immagine”. E proprio per comprendere se Arkeon è davvero vicina al mondo cattolico, Vianello ha chiesto spiegazioni a Don Angelo De Simone. “Sono stupito che lei sia qui…”, ha commentato il conduttore. Don Angelo ha provato a difendere Arkeon definendosi “animatore spirituale” del gruppo e dichiarando di poterlo fare senza alcuna autorizzazione ecclesiale.
Non ha detto, dunque, che il movimento Arkeon è riconosciuto dalla Chiesa cattolica. L’accanimento dimostrato da Don Angelo non ha però convinto il pubblico presente, che più volte ha dato segni di dissenso. Ruffolo, riprendendo un esempio infelice fatto da Don Angelo sulle responsabilità personali dei preti pedofili, ha assicurato che poiché il prete opera in una struttura, anche la struttura paga i danni, ricordando che negli Stati Uniti la Chiesa cattolica deve pagare miliardi di dollari di risarcimento per cause di questo tipo.
“In Italia - ha spiegato Ruffolo - quando qualcuno fa affidamento in un ente, in un’associazione, in un gruppo, e solo per questo va da un maestro che altrimenti non conoscerebbe, se il maestro fa qualcosa di sbagliato l’associazione ne risponde, così come se un prete fa qualcosa di sbagliato ne risponde il convento”.
Riferendosi all’attività di Arkeon, Vianello ha affermato che è un’introspezione psicologica, ma l’ideatore del metodo lo ha negato.
Su quest’aspetto il conduttore ha insistito, e Moccia ha dichiarato di essere laureato in psicologia ma di non aver voluto fare l'iscrizione all’albo. A quel punto è intervenuto il Presidente del Consiglio Nazionale degli Psicologi, Giuseppe Luigi Palma, il quale ha confermato che “occuparsi di vissuti psicologici e di emozioni è lavoro da psicologo” e che Vito Carlo Moccia non è uno psicologo.
“L’Ordine degli Psicologi ha ricevuto tre segnalazioni - ha detto il presidente Palma - che hanno prodotto altrettante denunce alla Procura della Repubblica per esercizio abusivo della professione dopo aver verificato che il signor Moccia non era iscritto all’Albo”.
Moccia ha cercato di respingere le accuse, ma Vianello ha ribadito che non potrebbe neppure iscriversi all’Albo perché le lauree da lui conseguite alla Jolla University di San Diego e all’Università di Fiume non sono valide in Italia.
E ancora, rivolgendosi con fermezza al presidente di Arkeon, Vianello ha detto: “Mi chiedo com’è possibile che dopo denunce di questo genere, che da anni giungono alla dottoressa Tinelli, non abbiate fatto delle indagini interne rispetto a questi maestri infedeli, li abbiate cacciati, invece di mandare querele di diffamazione a suon di miliardi intimidatori …perché Tinelli è seppellita dalle vostre querele solo perché raccoglie informazioni da tutti quelli che si lamentano”.
In chiusura Vianello ha letto l’ordinanza del giudice che ha respinto la richiesta di Arkeon di far oscurare il sito internet del Cesap che contiene testimonianze critiche, mentre invece Moccia ha provato a leggere una testimonianza della fidanzata di Stefano Spera, ma è stato bloccato dal conduttore.
Il presidente di Arkeon ha quindi ammesso di trovarsi in difficoltà per aver ricevuto accuse ignobili: “…che è una setta, …abusi sessuali sui minori, istigazione al suicidio, truffa, ecc.”.
Andrea Vianello, pur offrendo a questi la possibilità di replicare e di difendersi, non ha esitato a concludere con parole pesanti, affermando che “questa teoria creata da Moccia, a quanto pare dai racconti degli ospiti, ha generato mostri!”.
Roma – 16 Ottobre 2006
Questa è una news del sito www.assotutor.it

venerdì 19 novembre 2010

Camera, interrogazione a risposta scritta di Margherita Angela MASTROMAURO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07078
presentata da
MARGHERITA ANGELA MASTROMAURO
mercoledì 5 maggio 2010, seduta n.317

MASTROMAURO, LOSACCO, SERVODIO e BELLANOVA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno.- Per sapere - premesso che:
nella provincia di Bari sono state rinviate a giudizio 10 persone (la posizione dell'undicesimo indagato è stata stralciata) coinvolte nell'inchiesta della psico-setta Arkeon, l'indagine ha preso spunto dalla trasmissione Mi manda rai3 del 2006 e più recentemente anche da differenti servizi di Striscia la notizia;
la setta, con sede amministrativa a Bari, liberamente ispirata alle filosofie orientali del genere Reiki, secondo gli investigatori sarebbe riuscita in dieci anni di attività a raccogliere e truffare oltre 10 mila adepti in tutta Italia, obbligandoli a partecipare a costosi seminari per poter guarire da malattie gravi, tumori e AIDS;
a capo della setta sarebbe Vito Carlo Moccia, di 57 anni di Noicattaro (Bari) il quale si dichiarava psicologo senza possederne il titolo;
attraverso la testimonianza di molti membri della predetta setta è stata riscontrata, tra l'altro, la pratica dell'abuso sessuale e della violenza di gruppo anche su minori, spingendo le vittime a credere che l'abuso sessuale fosse stato praticato nel corso dell'infanzia dal 95 per cento dei genitori sui propri figli;
tali ricordi, rimossi secondo la setta andavano recuperati attraverso l'abuso sessuale da parte dei maestri; tali fatti pare risalgano al periodo dal 1998 al 2008, nel corso del quale si sono accertati anche due suicidi collegati alle attività di Arkeon;
i maestri proponevano percorsi graduali di affiliazione all'organizzazione risultati essere vere e proprie manipolazioni, attraverso la partecipazione a seminari pagati dai partecipanti intorno ai 260 euro per il primo livello e fino ai 15 mila euro per i livelli successivi;
è stato inoltre riscontrato attraverso le testimonianze di alcune vittime che alcune coppie per risolvere la loro crisi coniugale sono arrivate a pagare fino a 100 mila euro;
dopo che la Corte Costituzionale, con una sentenza del 1981, ha cancellato il reato di plagio, l'attività lobbistica delle sette è molto più forte, non esistono al momento misure di contrasto efficaci contro queste organizzazioni, nonostante i numerosi arresti effettuati dalle Forze dell'ordine negli ultimi anni, ad esempio quello di Danilo Speranza, guru della setta Re Maya avvenuto a Roma;
la procura di Bari ha contestato ai dirigenti della setta Arkeon i reati per associazione a delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza; il processo è iniziato la settimana scorsa -:
se si intendano adottare iniziative per riempire il vuoto normativo in materia di contrasto del fenomeno delle sette, ripristinando il reato di plagio;
se si intendano assumere e/o intensificare, soprattutto nelle zone più colpite dal fenomeno, i necessari interventi di ordine pubblico per reprimere il fenomeno;
se si ritenga opportuno promuovere una campagna di sensibilizzazione, in particolare nelle zone disagiate e colpite già in passato dall'attività delle sette, affinché fenomeni di questo tipo non proliferino, attivando strumenti culturali atti a prevenirli tramite la sensibilizzazione dell'opinione pubblica.
(4-07078)

mercoledì 15 settembre 2010

Aggiornamento Caso Arkeon settembre 2010

Riprende a Milano il processo nei confronti di Francesco Antonio Morello, maestro di Arkeon. Con l'udienza che si terrà presso il Tribunale di Milano il 20 settembre 2010 si entrerà nel merito della vicenda che vede Morello imputato per il reato di abuso sessuale, con l'ascolto dei primi testimoni dell'accusa.
Francesco Antonio Morello, maestro di reiki, iniziato da Vito Carlo Moccia, e socio fondatore di Arkeon sin dal 2000, avrebbe, secondo l'accusa, approfittato del potere conferitogli del suo titolo e del suo ruolo in seno ad Arkeon per abusare sessualmente di alcune sue allieve. Egli avrebbe indotto queste ultime a credere che l'unico modo per superare i disturbi, derivati da inesistenti abusi sessuali subìti da piccole, fosse quello di sottoporle ad una "terapia individuale" con lui che includeva un'esperienza sessuale. L'accusa ribadisce che il maestro sessantasettenne agiva condizionando psicologicamente le sue 'vittime' con la "falsa autorità derivante dalla sua qualifica di maestro'.
Francesco Antonio Morello è anche uno degli 11 membri di Arkeon imputati nel processo già iniziato presso il Tribunale di Bari, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, abuso della professione, molestie ai minori, incapacità derivata da violenza, calunnia.



Updating of the Arkeon case, September 2010
The trial against Francesco Antonio Morello, an Arkeon master, is being resumed in Milan.

With the hearing which will be held at the Law Court in Milan on September 20, 2010 , the judges will hear the first witnesses for the prosecution, thus getting to the heart of the matter, which sees F.A. Morello charged with the crime of sexual abuse.

F.A. Morello, a Reiki master initiated by Vito Carlo Moccia and one of the Arkeon founders since 2000, is accused of having sexually abused some of his followers, unduly influenced by his title and his role within the Arkeon group.
He would have deceived them into believing that the only way to overcome their disorders - originating in presumed sexual abuse suffered in their childhood - was to have sexual intercourse with him, as "individual therapy".

The prosecutor maintains that the 64-year-old master exerted an undue influence on his "victims" using "the false authority deriving from his qualification of 'master' ".
F.A. Morello is also one of the 11 Arkeon members already awaiting trial at the Law Court in Bari, accused of criminal association, fraud, illegal professional practice, child abuse, assault, slander.

DOMENICA IN del 23-3-2010


Dall’ufficio stampa Rai: Massimo Giletti apre il sipario de “L’Arena” sul caso del “guru di Roma”, il santone di San Lorenzo accusato di abusi e raggiri su minori e donne in difficoltà. Inoltre, il fenomeno del gruppo Arkeon, diffuso in tutta Italia e incriminato per associazione a delinquere e truffa aggravata. Ospiti in studio Maurizio Alessandrini, presidente Fa.Vi.S, Roberta Bruzzone criminologa, Irene Pivetti, il geologo Mario Tozzi e i giornalisti Andrea Vianello e Barbara Carfagna.
In diretta: al telefono la mamma di una delle vittime del santone, la donna è commossa ed affranta, racconta della rivelazione della figlia di soli 16 anni, ha subito dei vili abusi sessuali. Il dolore della scoperta, il coraggio della rivalsa, si mostrano in quella voce dolente, Giletti chiede: “si sente in colpa per non aver capito?”; la mamma al telefono, sospirando: “si”.
Giletti spiega: le violenze avvenivano durante il fine settimana, in luoghi preposti alle riunioni della setta a cui le vittime del santone appartenevano e che sono divenuti scenari di pratiche inumane.

Ancora la testimoniaza di una donna che ha consegnato al sedicente santone più di 50 mila euro, ricorda come nemmeno l’informazione giornalistica fosse riuscita a distoglierla da “quel mondo”, un’enorme ragnatela che ti avvolge e ti imprigiona.

La testimonianza di Alessia, fidanzata con uno dei “maestri” di Arkeon, narra il percorso esistenziale del fidanzato ed il proprio. L’approccio iniziale, forte, con la setta, motivato dal bisogno di rapporti umani, dalla necessità di uscire dalla propria solitudine, una promessa quella di Arkeon effimera, affascinante

Nutrimento che viene dal padre

Anche il padre e il maestro veicolano il "nutrimento", ma a differenza del nutrimento della madre che è una relazione di potere, di possesso, perchè con questo essa trattiene il figlio attraverso il senso di colpa, con la minaccia di non farcela da solo, di non potersi staccare da lei, il nutrimento del padre/maestro viene dall'esprimere ciò che egli è lasciando l'altro libero di percorrere la sua strada (poi, abbiamo visto tutti che così non è, almeno non da parte di tutti i maestri... commento mio).
Il maestro/padre "mostra la direzione", è portatore di fede, ma ci deve essere la responsabilità del figlio/studente di andare nella direzione indicata.
Questo parallelo padre/maestro viene rinforzato dall'affermazione del fondatore secondo la quale " Quando nella storia dell'umanità è andata scomparendo la figura del padre, la stessa sorte ha subito la figura del maestro, perchè ambedue appartengono allo stesso mondo. Rassegnarsi a vivere in una società senza padre/maestro, equivale a rassegnarsi a vivere in una società senza Dio".


Ricapitolando, il padre è colui che restituisce al figlio la libertà dal mondo della MATER-IA e ridona al figlio il senso di identità. In questo modo, aiuta a superare il senso di solitudine e separazione (indotto dalla madre) restituendo al figlio il senso di appartenenza ad un progetto collettivo dove l'individuo si sente parte della volontà del tutto.
Egli aiuta a riaprire la coscienza. Quando la coscienza è chiusa, si è dei meri esecutori di programmi: si appartiene in tutto e per tutto al mondo dell'energia automatica. Questo concetto di "energia automatica" deriva dal substrato teorico che veniva presentato quando i seminari e i maestri erano ancora definiti "di reiki". Se può interessare, è un concetto che si può approfondire ulteriormente.
-continua-
Tiresia

Salvi grazie ad Arkeon

Qualche anno fa, parlando con un appartenente ad Arkeon (allora gruppo Aleph), mi colpì una sua frase. Egli sosteneva che l'obiettivo del lavoro con il suo maestro era quello di aprire la sua interiorità come si apre un cassetto e buttare fuori tutto quello che c'era dentro.
Inutile fu farlo riflettere sulla pericolosità di tale azione.
Sollecitare diverse emozioni e lasciare che la persona ne sia quasi inglobata, senza una giusta interpretazione e senza un corretto utilizzo del setting, risulta pericolosissimo per la psiche di questa.
Non mi meraviglia quindi sentire parlare di persone che hanno tentato il suicidio, probabilmente per l'incapacità di gestire tutto quanto. E non mi meraviglia sentire storie di gente che ancora porta con se i segni di un'esperienza così invasiva e dannosa.
Non mi meraviglia neppure verificare che molte delle persone fuoruscite dal gruppo negli ultimi mesi, l'abbiano fatto solo con i piedi e non con la testa. E' ancora difficile per loro potersi confrontare con la realtà quotidiana, con gli affetti semplici e spontanei familiari e amicali. Ancora le mamme sono vissute come perverse e ancora per alcune donne l'apparente sottomissione al proprio compagno è uno stile di vita da perseguire.
Le persone con le quali ho parlato hanno il terrore che se dovessero cambiare atteggiamento, pur fuori dal gruppo, riceverebbero soltanto tanto male (la superstizione è dominante).
Mi auguro che questa sezione del forum possa aiutare chi vive questo percorso verso la libertà a riflettere e a trovare la strada più giusta per se.

Lorita

giovedì 2 settembre 2010

Cult e Therapy cult

Per "setta" (ingl. "Cult") si può intendere tanto la setta di tipo religioso, quanto quello che in Inglese viene spesso indicato come "Therapy cult", e che noi rendiamo abitualmente con "psicosetta". Per completezza, traduco anche la parte, desunta sempre dal materiale messo a disposizione dal Cult Information Centre di Londra, in cui si mettono a confronto le "sette di tipo religioso" con le "psicosette".


To remain within the strict mental and social confines of a cult for even a short time can have the following disastrous effects:

Loss of choice and free will.
Diminished intellectual ability, vocabulary and sense of humour.
Reduced use of irony, abstractions and metaphors.
Reduced capacity to form flexible and intimate relationships.
Poor judgement.
Physical deterioration.
Malnutrition.
Hallucinations, panic, dissociation, guilt, identity diffusion and paranoia.
Neurotic, psychotic or suicidal tendencies.

TRADUZIONE


Le sette sono pericolose?

Rimanere negli angusti confini mentali e sociali di una setta anche per breve tempo può avere i seguenti effetti disastrosi:

- Perdita della capacità di scelta e di libero arbitrio

- Riduzione delle capacità intellettive, verbali e del senso dell'umorismo

- Scarso uso dell'ironia, delle astrazioni e delle metafore

- Ridotta capacità di stringere relazioni flessibili e intime

- Povertà di giudizio

- Deterioramento fisico

- Malnutrizione

- Allucinazioni, panico, dissociazione, senso di colpa, smarrimento dell'identità e paranoia

- Tendenze nevrotiche, psicotiche o suicide.

Categorie di Sette

"Sette religiose"

1. La vita in comune è frequente
2. I membri possono non fare parte del "personale", della "forza lavoro" del gruppo in questione
3. L'età media all'atto del reclutamento è compresa nella fascia tra i 20 e i 30 anni
4. Sembrano offrire l'associazione con un gruppo interessato a migliorare il mondo attraverso strumenti politici, spirituali o di altro tipo.

"Psicosette"

1. La vita in comune è rara
2. I membri di solito fanno parte del "personale", della "forza lavoro" del gruppo in questione
3. L'età media all'atto del reclutamento è intorno ai 35 anni
4. Sembrano offrire l'associazione con un gruppo che tiene corsi vagamente improntati all' "automiglioramento" o alle "tecniche di autoaiuto" o alla "terapia".

traduzione di Talon

giovedì 19 agosto 2010

Guida spirituale?



Leggo in questi giorni vari articoli sul francescano Tomislav Vlasic 'padre spirituale" dei sei ragazzini che improvvisamente cominciarono a riferire di vedere ogni giorno la Madonna a MEDJUGORJE
e mi viene in mente un post che ha molte attinenze con l'argomento..



Ho fatto parte di Arkeon fin dai tempi nei quali ancora aveva il suo vero nome e ne sono uscito da circa tre anni, con un enorme dissesto finanziario ( ho speso circa 70,000 Euro) e con un senso di solitudine ed abbandono agli inizi devastante. Sui soldi io e mia moglie ancora ci diamo degli imbecilli da soli, quindi tranquilli potete affondare il colpo, sui sentimenti è stata dura inizialmente, vivere il famoso gioco"del sei fuori quindi sei una merda". Quando ho lasciato è stato per ragioni finanziarie e perchè divenute insostenibili ai miei occhi e al mio cuore le contraddizioni e le sciocchezze alle quali assistevo sistematicamente sia nei seminari week- end che negli intensivi. Tornano i ricordi:Reiki,serate soft, rapporti sinceri,quasi"goliardici". Ad un certo punto dopo varie avvisaglie, ad una riunione di Maestri a Sabaudia, inizia il delirio di onnipotenza di Vito : sempre più bisogno di persone ai seminari, visibilità sociale " uscire nel mondo",Reiki non esiste più, io porterò nel mondo la nostra parola. Ricordo con ansia la sera di gala dove Vito tagliava la torta e sentivo paura non tanto per quello che diceva ma come lo diceva. Si parlava come ad una squallida convention aziendale. Nel frattempo intensivi su argomenti vari e spesso completamente fuori da un concetto di realtà. Vito ha dato il Master e quindi la possibilità di condurre seminari a persone che fino a 10 giorni prima facevano i commercianti, gli impiegati, i ristoratori, con enorme rispetto, sia chiaro, per queste categorie. Un potere dato da lui sulle persone. Oggi trovo inaccettabile il io non sapevo, io non vedevo, no Vito questo è di una bassezza unica. Molte persone che si sono allontanate, credetemi gente di spessore, onesta nelle intenzioni, come Piero, Pierluigi, Francesco L., Manuela ed altri ci hanno provato a fermarlo, eccome! Carlo forse ricorderà gli urli di quella riunione a Sabaudia. Intensivi con evidenti danni terapeutici fatti sulla pelle delle persone, anche se terapeutico è assolutamente improprio. Quello che io ritengo grave è che su tante persone si è giocato uno squallido tentativo di induzione, una forzatura che diceva. " il lavoro funziona, se tu non cambi sei in processo o proprio da buttare. Signori l'ho già detto in altre sedi, ad esempio la trasgressione creativa è una proiezione malata, pensate all'uomo che ha bisogno del permesso di Vito, di un altro uomo per tradire la compagna, pensate ai sentimenti delle donne tradite e questo doveva risvegliare nella donna l'eros nascosto. Poi e questo non me lo leva dalla testa nessuno, Vito dava il permesso solitamente a quelli che da soli non avrebbero mai avuto il coraggio di cercarsi un'altra donna, anche solo per fare sesso.Credetemi il no limits in confronto è una barzelletta in confronto al dolore che ho visto negli occhi di molte donne. Avevi voglia di condividere i dubbi al Moccia, da circa quattro anni aveva smesso di ascoltare perchè nel suo ordine mentale esisteva:1) il " riconoscimento accademico-aziendale-clericale- vaticano, con la v volutamente minuscola, perchè assistere ad un prete che deve dire ad una suora con la quale aveva una relazione che l'aveva tradita con un'altra suore, onestamente è squallido.2)Soldi, 3) Come detto un riconoscimento sociale, cosa sulla quale anche la di lui signora ha le sue belle colpe. Guida spirituale, ma per favore!Io sono l'ultimo a scandalizzarsi, ma per piacere diamo il giusto valore alle cose. Poi gli intensivi, capitolo a parte che meriterebbe ore ed ore...Tutto sulle fragilità di molti, fragilità psichiche spesso anche evidenti. E' su questo che farei rendere pesantemente conto, anche a chi non ha saputo fermare questo delirio. Sull'aspetto fiscale, perchè anche li di impicci ne sono stati fatti non pochi.In ultimo un saluto a Carlo che spero di incontrare presto e quello che mi rassicura della Dott.ssa Tinelli è che quello che sento è che non ha rivendicazioni personali o interessi strani, ma la sento onesta nelle intenzioni. Non la conosco di persona, ma mi fido molto di quello che sento. In ultimo,oggi sono un uomo, un marito, un padre libero con le proprie contraddizioni, felice di averle. Ho condotto per circa un anno e mezzo un gruppo,quello che mi fa stare tranquillo è che ci sentiamo per salutarci in allegria, per mangiarci una pizza quando le distanze non ci separano, che ancora nessuno mi ha accusato di aver fatto del male. Questo mi piace, il pantano di prima era da tempo che non mi piaceva più.
Un saluto a tutti

Pietro